La neurochirurgia è la branca della chirurgia che si occupa delle malattie del sistema nervoso centrale e periferico. Comprende encefalo, midollo spinale e nervi, insieme alle strutture che li proteggono, come il cranio e la colonna vertebrale. Il neurochirurgo diagnostica queste patologie, ne valuta la gravità e le tratta chirurgicamente quando indicato.
Chi cerca un riferimento per la neurochirurgia a Roma spesso non sa che molti pazienti visitati non verranno mai operati. Un’ernia al disco può riassorbirsi o un piccolo meningioma scoperto può richiedere solo controlli periodici. Distinguere questi casi da quelli che necessitano di un intervento è la competenza più delicata dello specialista e anche la più importante per il paziente.
Il neurochirurgo lavora a stretto contatto con altre figure e le decisioni più complesse nascono quasi sempre da un confronto tra queste competenze.
Le principali aree della neurochirurgia
La disciplina raccoglie ambiti molto diversi tra loro, che condividono l’organo di riferimento ma richiedono tecniche e strumenti propri.
- Neurochirurgia cranica
- Neurochirurgia spinale
- Neurochirurgia infantile/pediatrica
Quando è il caso di rivolgersi a un neurochirurgo?
Nella maggior parte dei casi si arriva al neurochirurgo su indicazione del medico di famiglia o del neurologo, dopo una risonanza magnetica o una TC. Alcuni segnali, però, richiedono di recarsi subito in pronto soccorso o da uno specialista in pronto intervento:
- mal di testa improvviso e violentissimo, diverso da qualsiasi episodio precedente;
- perdita improvvisa di forza o sensibilità in un lato del corpo, difficoltà a parlare;
- perdita di controllo di vescica o intestino, con insensibilità nella zona genitale e perineale;
- prima crisi epilettica in età adulta.
Le tecniche chirurgiche più diffuse oggi
Negli ultimi decenni la neurochirurgia ha ridotto molto l’invasività degli interventi. Il microscopio operatorio permette di lavorare su strutture di pochi millimetri, mentre l’endoscopio consente di raggiungere alcune zone del cranio e della colonna attraverso accessi molto piccoli.
La neuronavigazione funziona come un sistema GPS che, sulla base delle immagini del paziente, guida il chirurgo durante l’intervento. Il monitoraggio neurofisiologico interoperatorio controlla in tempo reale le vie nervose, così da ridurre il rischio di danni alle funzioni motorie e sensitive. Nella chirurgia della colonna, le tecniche mininvasive puntano a limitare il danno muscolare e a rendere più rapida la ripresa.
